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	<title>privacy by design Archivi | Polimatica Progetti S.r.l.</title>
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	<description>Consulenza Privacy e Sicurezza Informatica</description>
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		<title>Piano ispettivo del Garante</title>
		<link>https://www.polimaticaprogetti.it/2022/02/03/piano-ispettivo-del-garante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Munaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 11:33:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[cookie]]></category>
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		<category><![CDATA[privacy by design]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblicato il piano ispettivo del Garante Privacy del primo semestre 2022 Dalla newsletter del Garante Privacy di fine gennaio si apprende che, limitatamente al primo semestre 2022, il piano ispettivo prevederà due tipi di accertamenti da parte dell’Autorità: 1) accertamenti in riferimento a profili di interesse generale per categorie di interessati nell’ambito di: trattamenti di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.polimaticaprogetti.it/2022/02/03/piano-ispettivo-del-garante/">Piano ispettivo del Garante</a> proviene da <a href="https://www.polimaticaprogetti.it">Polimatica Progetti S.r.l.</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Pubblicato il piano ispettivo del Garante Privacy del primo semestre 2022</h2>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Dalla <a href="https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9741157" target="_blank" rel="noreferrer noopener">newsletter </a>del Garante Privacy di fine gennaio si apprende che, limitatamente al primo semestre 2022, il piano ispettivo prevederà due tipi di accertamenti da parte dell’Autorità:</p>



<p>1) accertamenti in riferimento a profili di interesse generale per categorie di interessati nell’ambito di:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>trattamenti di dati personali nei confronti di “fornitori di database”;</li><li>trattamento di dati personali svolti da piattaforme e siti web in ordine alla corretta gestione dei <strong><a href="https://www.polimaticaprogetti.it/2022/01/10/in-vigore-le-linee-guida-sui-cookie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cookies</a></strong>;</li><li>trattamento di dati personali nel settore della c.d. “<strong>videosorveglianza</strong>”;</li><li>trattamento di dati da parte di siti di incontri; operatori dell’ambito della c.d. <em>data monetization</em> e da parte di produttori e distributori di <em>smart toys</em>;</li><li>algoritmi e intelligenza artificiale in ambito pubblico e privato;</li></ul>



<p>2) accertamenti nei confronti di soggetti pubblici e privati, al fine di verificare l’osservanza delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali, con particolare riferimento alla <strong>corretta individuazione dei Titolari e dei Responsabili del trattamento, anche in relazione all’utilizzo di App e altri applicativi informatic</strong>i; attenzione particolare sarà riservata all’<strong>acquisizione di informazioni e dati personali da parte di App istallate sugli smartphone e alla verifica sul corretto trattamento dei dati</strong> da parte di App diverse da Verifica C19.</p>



<p>È opportuno ricordare che l’Ufficio del Garante potrà in ogni caso svolgere ulteriori attività istruttorie di carattere ispettivo d’ufficio, ovvero, in relazione a segnalazioni o reclami proposti.</p>



<p>Se ritieni opportuno effettuare dei controlli per verificare il grado di conformità alla normativa, i nostri professionisti sono a disposizione.   </p>



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		<title>La fatturazione elettronica sta diventando un mezzo di sorveglianza di massa?</title>
		<link>https://www.polimaticaprogetti.it/2020/07/19/la-fatturazione-elettronica-sta-diventando-un-mezzo-di-sorveglianza-di-massa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Munaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2020 09:03:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[fatturazione elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[privacy by design]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ di dominio pubblico, in questi giorni, un acceso dibattito tra Agenzia delle Entrate e Garante Privacy in merito ad un nuovo schema di provvedimento del Direttore dell’agenzia, che disciplina l’utilizzo delle fatturazioni elettroniche ai fini fiscali</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.polimaticaprogetti.it/2020/07/19/la-fatturazione-elettronica-sta-diventando-un-mezzo-di-sorveglianza-di-massa/">La fatturazione elettronica sta diventando un mezzo di sorveglianza di massa?</a> proviene da <a href="https://www.polimaticaprogetti.it">Polimatica Progetti S.r.l.</a>.</p>
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<p>E’ di dominio pubblico, in questi giorni, un acceso dibattito tra Agenzia delle Entrate e Garante Privacy in merito ad un nuovo schema di provvedimento del Direttore dell’agenzia, per l’attuazione dell’art. 14 del decreto legge 26 ottobre 2019, n. 124. <a href="https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9434785">Il 9 luglio 2020 il Garante ha emesso un parere</a>, seguito da una replica del 13 luglio (questa per lo più rivolta ai nostri rappresentanti politici), in relazione a tale nuovo schema di provvedimento attuativo che disciplina l’utilizzo delle fatturazioni elettroniche (in particolar modo la loro “memorizzazione”), dove è prevista la possibilità di memorizzare, e quindi utilizzare ai fini fiscali, anche i c.d. “dati fattura integrati”. </p>



<p>Che cosa sono tali “dati integrati”? Sono informazioni contenute nelle fatture, a volte o spesso compresi negli allegati alle fatture stesse, dalle quali è possibile conoscere i beni e servizi oggetto di fatturazione, oltre che le specifiche prestazioni e la tipologia di rapporti fra i soggetti. Lo schema prevede che questi dati siano conservati per un periodo pari a 8 anni dal momento della presentazione della dichiarazione di riferimento o fino alla definizione di eventuali giudizi e tali dati sarebbero disponibili, tra l’altro, anche alla Guardia di Finanza, oltre che al personale dell’Agenzia delle Entrate. Ne consegue che, grazie all’incrocio ed elaborazione di questi dati, oltre a quelli già disponibili, l’AE sarebbe in grado di conoscere con elevata precisione le abitudini di consumo delle persone, la regolarità dei pagamenti, oltre che informazioni sullo stato di salute, fino ad arrivare anche a informazioni giudiziarie e penali (si pensi alle informazioni contenute nella fattura di uno studio legale).</p>



<p>Su tale aspetto, il Garante Privacy ha affermato, e giustamente ricordato, che questa raccolta ed elaborazione massiva di dati non fiscalmente rilevanti, per un tempo così lungo, è sproporzionata. Tenendo presente che che ogni anno, in Italia, vengono emesse più di 2 miliardi di fatture, è evidente che l’adozione di questo provvedimento, di fatto, darebbe all’Agenzia delle Entrate il potere di sorvegliare e profilare in modo estremamente dettagliato e indiscriminato la vita e le abitudini dei cittadini italiani. Un’intrusione nella vita privata dei contribuenti dal quale sarebbe praticamente impossibile sfuggire.</p>



<p>Ma il Garante va oltre e pone in evidenza anche gli evidenti rischi in ambito di sicurezza dei trattamenti: la sicurezza informatica della Pubblica Amministrazione italiana non è affatto delle migliori. Basti ricordare come solo pochi mesi fa l’INPS è stata vittima di un incidente che ha comportato l’accesso da parte di terzi non autorizzati a migliaia di dati personali di cittadini. Si pensi a cosa potrebbe succedere se qualcuno avesse accesso a dati così dettagliati e approfonditi delle persone?<br>E a fronte di questo “potenziale” ma non tanto remoto rischio, lo stesso Garante, proprio nel parere del 9 luglio scorso, lamenta l’assenza di misure di garanzia adeguate ad assicurare la protezione dei dati, soprattutto per quanto riguarda le informazioni sulla salute o sulle vicende giudiziarie dei cittadini, il tutto nel rispetto dei principi di privacy by design e by default previsti dal Regolamento UE per la protezione dei dati (GDPR).</p>



<p>In tale occasione quindi, il Garante ricorda come proprio il GDPR e il novellato Codice Privacy prevedono delle tutele rafforzate per il trattamento di dati relativi alla salute. E’ proprio il nuovo regolamento, nonostante sia ancora visto come un inutile balzello in capo alle organizzazioni, che prevede che tali informazioni possano essere trattate lecitamente per motivi di interesse pubblico rilevante e solo quando questo sia necessario e proporzionato alla finalità perseguita, nel rispetto dei diritti fondamentali e interessi delle persone. Paradossalmente (come spesso succede nel nostro paese), e vale la pena ricordare, lo stesso D.L. 124/2019, all’art. 14, prevede la necessità di adottare misure di garanzia adeguate alla protezione dei dati personali e la tutela dei diritti delle persone.<br>Però sembra proprio che il trattamento prospettato dall’Agenzia delle Entrate, non solo non sia affatto necessario e proporzionato alla finalità perseguita, ma non sembra nemmeno sia attuato adottando misure adeguate per la tutela dei diritti fondamentali delle persone.</p>



<p>Citando proprio il Garante Privacy, l’attività prevista dall’AE “contrasta con il principio di proporzionalità su ci si basano l’ordinamento interno ed europeo […] e configura un sistema di controllo irragionevolmente pervasivo della vita privata di tutti i contribuenti, senza peraltro migliorare il doveroso contrasto dell’evasione fiscale.” Per chi non l’avesse ancora capito, lo stesso Garante ricorda, sottolinea e ribadisce che la sorveglianza di massa della popolazione non è mai giustificabile, neanche per finalità di lotta all’evasione!</p>



<p>Siamo ancora poco consapevoli che i dati personali sono espressione digitale della nostra identità. Un controllo così massivo, in pieno stile “Grande Fratello” degno del romanzo di Orwell, deve ritenersi incostituzionale ancor prima che in violazione della normativa europea per la protezione dei dati personali.<br>Dobbiamo comprendere che la privacy è la dimensione in cui fiorisce la nostra individualità e libertà.<br>Senza privacy, non può esserci libertà. Nessuna Autorità pubblica dovrebbe avere un potere del genere.</p>



<p>De Rossi Vanni </p>



<p><em>Privacy Officer e Consulente Privacy</em></p>
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		<p>L'articolo <a href="https://www.polimaticaprogetti.it/2020/07/19/la-fatturazione-elettronica-sta-diventando-un-mezzo-di-sorveglianza-di-massa/">La fatturazione elettronica sta diventando un mezzo di sorveglianza di massa?</a> proviene da <a href="https://www.polimaticaprogetti.it">Polimatica Progetti S.r.l.</a>.</p>
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		<title>Gdpr come fondamento della trasformazione digitale</title>
		<link>https://www.polimaticaprogetti.it/2020/05/15/gdpr-come-fondamento-per-la-trasformazione-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[superadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2020 12:04:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[gdpr]]></category>
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		<category><![CDATA[trasformazione digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Adottare le linee guida del Gdpr per ridurre gli ostacoli posti dalla trasformazione digitale aumentando l'efficienza dei processi aziendali.</p>
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<p>Il potere della tecnologia affascina e seduce per la quantità di nuove funzionalità che mette nelle mani di tutti, basta pensare a come i telefoni con la cornetta sono diventati senza fili e evolvendo addirittura in strumenti più potenti di alcuni computer. Fino a 30 anni fa era una cosa difficile da immaginare, tuttavia nel tempo abbiamo assistito a una concreta evoluzione tecnologica che ha portato molte comodità nella vita delle persone.</p>

<p>Questa evoluzione ha però mantenuto a compartimenti stagni i settori di riferimento ovvero ci sono stati sviluppi verticali nella telefonia, nella televisione, nel gaming, negli elaboratori, e in molti altri. Da alcuni anni però sono entrati in gioco dei nuovi elementi nel panorama tecnologico a nostra disposizione: reti a banda larga, smart-device, social network, cloud, ecc. Tutti questi elementi hanno dato il via al nuovo processo di <strong>trasformazione digitale</strong> perché hanno permesso a quei settori compartimentati di comunicare tra di loro, complicando non poco le relazioni tra di essi e i nuovi flussi di dati. Questa trasformazione inoltre ha di fatto creato un vero e proprio ecosistema digitale caratterizzato soprattutto dalla <strong>dematerializzazione del dato</strong>, concetto che ha introdotto un significativo impatto in termini di gestione dei dati, sicurezza, e legislazione.</p>

<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="300" height="200" class="wp-image-847" src="https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2018/11/img007-300x200.jpg" alt="" srcset="https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2018/11/img007-300x200.jpg 300w, https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2018/11/img007-1024x683.jpg 1024w, https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2018/11/img007-768x512.jpg 768w, https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2018/11/img007.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>
</div>

<p class="has-text-align-left">Consapevoli delle difficoltà e della confusione che questo ecosistema digitale ha portato con sé, una commissione composta dai migliori esperti giuristi e informatici d’Europa ha voluto aiutare i cittadini e le imprese europee nella tutela e nella gestione dei dati personali, introducendo nel 2016 il “<a href="https://www.garanteprivacy.it/il-testo-del-regolamento" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati Personali e la loro libera circolazione</a>” meglio noto come GDPR. Purtroppo il Regolamento viene visto ancora oggi come un mero adempimento burocratico, ignorando quanto possa essere di aiuto per le aziende in questa era di trasformazione digitale. Una cosa molto utile invece è guardare al GDPR come una guida, perché traccia il percorso da seguire in maniera puntuale delineando i requisiti da rispettare, pur garantendo alle imprese un’ampia autonomia e libertà di manovra nel rispetto delle normative e nell’utilizzo degli strumenti tecnologici.</p>

<p>L’adozione di nuovi strumenti e nuove tecnologie in un’azienda ha indubbiamente un impatto sull’infrastruttura esistente, ecco perché è consigliabile valutare attentamente la corretta configurazione e la solidità delle infrastrutture prima di procedere. Ad esempio se un’azienda che poggia la sua infrastruttura in ambiente Windows e vuole migliorare le policy di <em>business continuity</em> o <em>smart working</em> potrebbe scegliere di sfruttare le funzionalità cloud di Microsoft, ma prima di procedere è indispensabile analizzare e valutare l’efficienza di Active Directory affinché eventuali errori di configurazione o problemi di sicurezza non vengano riportati anche nel cloud.</p>

<p>L’esempio appena descritto è da considerarsi un processo di valutazione e miglioramento in un progetto che implica un trattamento di dati personali, rispettando correttamente il principio di <strong>privacy by default/by design</strong> del GDPR. Altri progetti che invece includono il trattamento di dati personali in un contesto o con finalità differenti, tali da rappresentare un elevato rischio per i diritti e le libertà delle persone, sono soggetti a una <strong>valutazione di impatto (DPIA)</strong> prima di essere convalidati. Una situazione ricorrente che richiede una DPIA per esempio è l’adozione di sistemi di videosorveglianza.</p>

<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright"><img decoding="async" width="300" height="200" class="wp-image-853" src="https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2018/11/img010-300x200.jpg" alt="" srcset="https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2018/11/img010-300x200.jpg 300w, https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2018/11/img010-1024x683.jpg 1024w, https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2018/11/img010-768x512.jpg 768w, https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2018/11/img010.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>
</div>

<p>Ovviamente in questa sede non si vuole imporre un’idea, ma porre una riflessione su un tema di estrema attualità. È sufficiente pensare alla foga con cui molte imprese hanno acquistato notebook e stampanti per consentire ai dipendenti di lavorare da casa durante la quarantena, dimostrando una certa fragilità organizzativa. Altre aziende più virtuose che da tempo avevano adottato politiche di continuità operativa e trasformazione tecnologica, hanno evitato molti ostacoli dovuti alle limitazioni imposte dalla pandemia, progetti prima pensati e poi implementati (<em>Privacy by Design</em> &#8211; GDPR).  È giusto precisare che un progetto di rinnovamento sul fronte tecnologico non è così banale, non richiede soltanto un investimento economico ma una consapevolezza dell’importanza della sicurezza dei dati personali e delle informazioni, oltre che il coinvolgimento di personale qualificato che sappia sfruttare al meglio le tecnologie e conosca in maniera approfondita le normative in materia di sicurezza e protezione dei dati.</p>

<p><em>Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare</em>. Seneca</p>

<div class="wp-block-spacer" style="height: 30px;" aria-hidden="true"> </div>

<p class="has-normal-font-size"><strong>Enrico Munaro</strong></p>

<p>Polimatica Progetti S.r.l. – Progetto Priv@cy</p>

<p>Delegato Federprivacy Verona</p>
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		<p>L'articolo <a href="https://www.polimaticaprogetti.it/2020/05/15/gdpr-come-fondamento-per-la-trasformazione-digitale/">Gdpr come fondamento della trasformazione digitale</a> proviene da <a href="https://www.polimaticaprogetti.it">Polimatica Progetti S.r.l.</a>.</p>
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