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	<title>gdpr Archivi | Polimatica Progetti S.r.l.</title>
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	<description>Consulenza Privacy e Sicurezza Informatica</description>
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		<title>Salutiamo il nuovo anno</title>
		<link>https://www.polimaticaprogetti.it/2022/12/29/salutiamo-il-nuovo-anno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Munaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2022 15:37:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
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		<category><![CDATA[protezione dei dati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo giunti al termine di quest’anno particolarmente ricco di novità e di fatti significativi che hanno riguardato la sicurezza dei dati. Abbiamo infatti assistito nel nostro Paese a una crescita preoccupante delle violazioni ai dati personali (data breach) che hanno coinvolto organizzazioni pubbliche e private, spesso causate da attacchi informatici ma, il più delle volte,&#8230;</p>
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									<p>Siamo giunti al termine di quest’anno particolarmente ricco di novità e di fatti significativi che hanno riguardato la sicurezza dei dati. Abbiamo infatti assistito nel nostro Paese a una crescita preoccupante delle violazioni ai dati personali (<em>data breach</em>) che hanno coinvolto organizzazioni pubbliche e private, spesso causate da attacchi informatici ma, il più delle volte, imputabili a insufficiente adozione di misure di sicurezza adeguate e a disattenzione e scarsa consapevolezza da parte degli operatori.</p><p>Per ridurre i rischi che si verifichino <em>data breach</em> è possibile agire contemporaneamente su diverse linee d’intervento: rinforzare i processi di trattamento con procedure semplici ma efficaci (indispensabile per consolidare l’accountability dei titolari), migliorare la postura di sicurezza informatica per prevenire minacce alla business continuity delle organizzazioni e, ultimo ma non meno importante, favorire la consapevolezza degli operatori mediante la formazione continua.</p><p>Polimatica Progetti ha sempre cercato di coniugare gli aspetti della conformità normativa con quelli della sicurezza informatica, e ci vantiamo di esserci riusciti! Era infatti evidente, già più di vent’anni fa, dove ci avrebbe portato la tecnologia e a quali minacce ci avrebbe esposto.<br />Di sicuro, l’entrata in vigore del GDPR nel 2018 ha soltanto confermato la bontà della nostra metodologia di approccio alla protezione dei dati, orientata fin dall’inizio (e cioè da più di vent’anni!) ad affrontare questa tematica da ogni angolazione e prospettiva: rispetto delle normative, ottimizzazione dei processi e conseguente riduzione dei costi, miglioramento della postura di sicurezza, difesa della reputazione e dell’immagine nei confronti degli utenti (cittadini, aziende) e degli stakeholder.</p><p>Per il 2023 abbiamo in serbo ancora più novità per i nostri clienti: nuove soluzioni per migliorare la sicurezza dei dati e dei processi di trattamento e, soprattutto, un anno di esperienza in più per la tutela di chi ci darà fiducia! Infatti, nel 2023 Polimatica Progetti spegnerà le sue prime 25 candeline, 25 anni dedicati ad occuparci di protezione dei dati e sicurezza delle informazioni nella meravigliosa città di Ferrara!</p><p>Lo staff di Polimatica Progetti ringrazia gli amici, i clienti e i partner che fin qui ci hanno accompagnato, e augura un felice e prospero anno nuovo a tutti!</p>								</div>
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		<title>Piano ispettivo del Garante</title>
		<link>https://www.polimaticaprogetti.it/2022/02/03/piano-ispettivo-del-garante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Munaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 11:33:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblicato il piano ispettivo del Garante Privacy del primo semestre 2022 Dalla newsletter del Garante Privacy di fine gennaio si apprende che, limitatamente al primo semestre 2022, il piano ispettivo prevederà due tipi di accertamenti da parte dell’Autorità: 1) accertamenti in riferimento a profili di interesse generale per categorie di interessati nell’ambito di: trattamenti di&#8230;</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Pubblicato il piano ispettivo del Garante Privacy del primo semestre 2022</h2>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Dalla <a href="https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9741157" target="_blank" rel="noreferrer noopener">newsletter </a>del Garante Privacy di fine gennaio si apprende che, limitatamente al primo semestre 2022, il piano ispettivo prevederà due tipi di accertamenti da parte dell’Autorità:</p>



<p>1) accertamenti in riferimento a profili di interesse generale per categorie di interessati nell’ambito di:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>trattamenti di dati personali nei confronti di “fornitori di database”;</li><li>trattamento di dati personali svolti da piattaforme e siti web in ordine alla corretta gestione dei <strong><a href="https://www.polimaticaprogetti.it/2022/01/10/in-vigore-le-linee-guida-sui-cookie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cookies</a></strong>;</li><li>trattamento di dati personali nel settore della c.d. “<strong>videosorveglianza</strong>”;</li><li>trattamento di dati da parte di siti di incontri; operatori dell’ambito della c.d. <em>data monetization</em> e da parte di produttori e distributori di <em>smart toys</em>;</li><li>algoritmi e intelligenza artificiale in ambito pubblico e privato;</li></ul>



<p>2) accertamenti nei confronti di soggetti pubblici e privati, al fine di verificare l’osservanza delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali, con particolare riferimento alla <strong>corretta individuazione dei Titolari e dei Responsabili del trattamento, anche in relazione all’utilizzo di App e altri applicativi informatic</strong>i; attenzione particolare sarà riservata all’<strong>acquisizione di informazioni e dati personali da parte di App istallate sugli smartphone e alla verifica sul corretto trattamento dei dati</strong> da parte di App diverse da Verifica C19.</p>



<p>È opportuno ricordare che l’Ufficio del Garante potrà in ogni caso svolgere ulteriori attività istruttorie di carattere ispettivo d’ufficio, ovvero, in relazione a segnalazioni o reclami proposti.</p>



<p>Se ritieni opportuno effettuare dei controlli per verificare il grado di conformità alla normativa, i nostri professionisti sono a disposizione.   </p>



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		<title>In vigore le linee guida sui cookie</title>
		<link>https://www.polimaticaprogetti.it/2022/01/10/in-vigore-le-linee-guida-sui-cookie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Munaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2022 10:25:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
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		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da oggi 10 gennaio entrano ufficialmente in vigore le linee guida sui cookie e sugli altri sistemi di tracciamento, introdotte dal Garante Privacy il 10 giugno 2021. Lo scopo di questo provvedimento è quello di adeguare il precedente del 2014 al contesto attuale che ha visto l&#8217;utilizzo di nuove tecnologie sempre più pervasive e l&#8217;entrata&#8230;</p>
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<p>Da oggi 10 gennaio entrano ufficialmente in vigore le linee guida sui cookie e sugli altri sistemi di tracciamento, introdotte dal Garante Privacy il 10 giugno 2021.</p>



<p>Lo scopo di questo provvedimento è quello di adeguare il precedente del 2014 al contesto attuale che ha visto l&#8217;utilizzo di nuove tecnologie sempre più pervasive e l&#8217;entrata in vigore del Regolamento europeo per la protezione dei dati personali. </p>



<p>Invitiamo a <a href="https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2022/01/linee-guida-cookie-e-altri-strumenti-di-tracciamento-infografica.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">consultare l&#8217;infografica</a> opportunamente predisposta dal <a href="https://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9677876" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Garante Privacy</a> per riassumere i contenuti del nuovo provvedimento. </p>



<p>Ogni proprietario di sito web dovrà aggiornare e personalizzare le proprie cookie policy sulla base di queste nuove regole.</p>



<p>Il team di Polimatica Progetti è a disposizione per qualunque necessità in merito all’applicazione delle linee guida. </p>



<p><a href="https://www.polimaticaprogetti.it/contatti/">Contattateci</a></p>
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		<title>Pandemia da ransomware</title>
		<link>https://www.polimaticaprogetti.it/2021/11/02/pandemia-da-ransomware/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Munaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2021 17:22:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
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		<category><![CDATA[trasformazione digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quasi tutti i giorni si sente parlare di attacchi ransomware ai danni di ogni tipo di organizzazione. In Italia solo negli ultimi mesi ci sono stati almeno 5 attacchi eclatanti: il Comune di Brescia, il caso della Regione Lazio, il Gruppo Maggioli, la SIAE, la famosa azienda “delle patatine” San Carlo, e da ultimo l’Unione&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="2163" class="elementor elementor-2163">
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<p>Quasi tutti i giorni si sente parlare di <a href="https://www.federprivacy.org/informazione/societa/ransomware-422-attacchi-in-area-emea-italia-quarta-tra-paesi-piu-colpiti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">attacchi </a>ransomware ai danni di ogni tipo di organizzazione. In Italia solo negli ultimi mesi ci sono stati almeno 5 attacchi eclatanti: il Comune di Brescia, il caso della Regione Lazio, il Gruppo Maggioli, la SIAE, la famosa azienda “delle patatine” San Carlo, e da ultimo l’Unione di Comuni “Terre di Pianura” assieme ai Comuni di Budrio e Castenaso.</p>



<p>Oramai la frequenza con cui avvengono questi attacchi dovrebbe far preoccupare anche chi non deve gestire dei datacenter e, paradossalmente, anche chi non ha un computer.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come agiscono gli attaccanti?</strong></h3>



<p>I gruppi criminali per colpire con i ransomware utilizzano dei metodi di attacco tanto semplici quanto efficaci: mail di phishing, applicazioni non protette o non aggiornate. Sfruttando delle tecniche di <em>social engineering</em> o delle vulnerabilità, quindi, riescono prima ad esfiltrare i dati dagli archivi della vittima e poi a cifrare tutti i dati presenti nei server. A questo punto parte il primo tentativo di estorsione: se mi paghi il riscatto ti consegno le chiavi per togliere la cifratura. Da un po&#8217; di tempo però si è aggiunto un secondo tipo di estorsione, che si attua con la minaccia di pubblicare online i dati esfiltrati in precedenza, se la vittima non paga.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono le conseguenze per la vittima?</strong></h3>



<p>Quando gli attacchi ransomware vanno a segno portano con sé conseguenze anche molto pesanti in termini di operatività, di reputazione e danno economico. Oltre ai disservizi facilmente immaginabili da chiunque e alle conseguenze appena citate, la vittima si potrebbe trovare in uno dei possibili ma frequenti scenari, a seconda del fatto che siano stati adottati o meno alcuni strumenti organizzativi e difensivi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="647" height="583" src="https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2021/11/tabella-scenari.jpg" alt="" class="wp-image-2166" srcset="https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2021/11/tabella-scenari.jpg 647w, https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2021/11/tabella-scenari-300x270.jpg 300w" sizes="(max-width: 647px) 100vw, 647px" /></figure></div>



<p>Gli scenari appena descritti rappresentano degli esempi estremi, che utilizziamo per sensibilizzare sul tema, ma costituiscono nella realtà dei fatti le situazioni più frequenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono le conseguenze per gli interessati?</strong></h3>



<p>Supponiamo che la vittima sia un Ente pubblico; ne consegue che gli interessati siano i cittadini, i dipendenti, e ogni altro individuo che collabora con l’Ente. Se per la vittima diretta subire attacchi informatici equivale a passare un ’48, non ci si deve dimenticare delle vittime indirette, ovvero degli interessati.</p>



<p>Se i servizi dell&#8217;Ente non vengono erogati, i cittadini potranno soffrire notevoli disagi, ad esempio: potrebbe non essere possibile pagare con il POS; potrebbe non essere possibile esaudire le richieste di accesso agli atti; le richieste di visione dei filmati inerenti all’attività di Polizia Locale non verrebbero soddisfatte.</p>



<p>Semplici azioni come prelevare un libro dalla biblioteca comunale, o restituirlo, potrebbero essere impossibili.</p>



<p>Se invece fossero i servizi di un <a href="https://www.wired.it/internet/web/2020/09/18/cyber-attacco-ospedale-morte/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ospedale </a>o un pronto soccorso a venire meno? Negli Stati Uniti, e anche in Germania senza andare troppo distante, è già scappato il morto perché alcuni sistemi erano offline a seguito di attacchi informatici.</p>



<p>Tutto ciò sembra surreale, ma invece è pura e semplice realtà. Questi eventi non accadono più soltanto oltreoceano o alle multinazionali, ma da tempo ormai sono giunti nei nostri Comuni e nei nostri ospedali.</p>



<p>È giunto il momento di prendere coscienza della portata di questi incidenti ed agire per rimettere in sicurezza le infrastrutture prima che sia troppo tardi, perché, se vogliamo che il Paese sia resiliente ai cambiamenti e metta in atto la tanto decantata trasformazione digitale, è necessario che ogni singola organizzazione, pubblica e privata, piccola o grande, sia in grado di resistere agli attacchi <em>cyber</em> e riesca a mitigarne gli effetti. </p>



<p>Le politiche di <em>cyber defense</em> si possono implementare, poiché esistono sia gli <a href="https://www.polimaticaprogetti.it/ict-governance/">strumenti</a> sia i professionisti, ma solo con un effettivo gioco di squadra tra tutti i componenti delle organizzazioni si potranno raggiungere gli obiettivi fissati: come in una barca, tutti devono remare nella stessa direzione.</p>



<p>Enrico Munaro</p>



<p><em>Consulente in materia di privacy e sicurezza informatica</em></p>



<p><em>Polimatica Progetti S.r.l. – Progetto Priv@cy</em></p>



<p><em>Delegato Federprivacy Verona</em></p>
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		<p>L'articolo <a href="https://www.polimaticaprogetti.it/2021/11/02/pandemia-da-ransomware/">Pandemia da ransomware</a> proviene da <a href="https://www.polimaticaprogetti.it">Polimatica Progetti S.r.l.</a>.</p>
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		<title>Nuove linee guida sui cookie</title>
		<link>https://www.polimaticaprogetti.it/2021/07/14/nuove-linee-guida-sui-cookie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Munaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2021 17:26:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[cookie]]></category>
		<category><![CDATA[gdpr]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cookie: dal Garante privacy nuove Linee guida a tutela degli utenti</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.polimaticaprogetti.it/2021/07/14/nuove-linee-guida-sui-cookie/">Nuove linee guida sui cookie</a> proviene da <a href="https://www.polimaticaprogetti.it">Polimatica Progetti S.r.l.</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="2066" class="elementor elementor-2066">
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<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cookie: dal Garante privacy nuove Linee guida a tutela degli utenti<br></strong></h3>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Lo scorso 10 giugno il Garante per la protezione dei dati personali ha approvato le nuove <a href="https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9677876" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linee guida</a> sui cookie, al fine di rafforzare il potere di decisione degli utenti riguardo all’uso dei loro dati personali quando navigano on line.</p>



<p>L’aggiornamento delle Linee guida è dovuto a numerosi fattori: dal lungo intervallo di tempo trascorso della precedente pubblicazione (2014), dalle novità normative frattanto intervenute e al monitoraggio che, anche per il tramite dei numerosi reclami, segnalazioni e richieste di pareri, l’Autorità ha effettuato sulla concreta e talvolta non corretta implementazione delle regole menzionate nonché alla sempre crescente diffusione di nuove tecnologie particolarmente pervasive.</p>



<p>Il meccanismo di acquisizione del consenso on line dovrà innanzitutto garantire che, per impostazione predefinita (privacy by default / by design), al momento del primo accesso ad un sito web, nessun cookie o altro strumento diverso da quelli tecnici venga posizionato all’interno del dispositivo dell’utente, né venga utilizzata altra tecnica di tracciamento attiva (ad esempio, cookie di terze parti) o passiva (ad esempio, il fingerprinting).</p>



<p>Di seguito riportiamo una sintesi dei principali contenuti delle nuove Linee guida sui cookie.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Informativa</strong></h4>



<p>Nel rispetto del GDPR, l’informativa agli utenti dovrà indicare anche gli eventuali altri soggetti destinatari dei dati personali e i tempi di conservazione delle informazioni. La stessa potrà essere resa anche su più canali e con diverse modalità (ad esempio, con pop up, video, interazioni vocali).</p>



<p>Resta confermato l’obbligo della sola informativa per i cookie tecnici, anche inserita nell’informativa generale. Il Garante raccomanda poi che i cookie analytics, usati per valutare l’efficacia di un servizio, siano utilizzati solo a scopi statistici.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Consenso</strong></h4>



<p>Per i cookie di profilazione rimane la necessità del consenso da richiedere attraverso un banner ben distinguibile sulla pagina web, attraverso il quale dovrà anche essere offerta agli utenti la possibilità di proseguire la navigazione senza essere in alcun modo tracciati, ad esempio chiudendo il banner cliccando sulla tipica X da inserire in alto a destra.</p>



<p>Riguardo in particolare allo scrolling, il Garante precisa che il semplice spostamento in basso del cursore (scroll down) non rappresenta una idonea manifestazione del consenso. I titolari dei siti (publisher) dovranno eventualmente inserire lo scrolling in un processo più articolato nel quale l’utente sia in grado di generare un evento, registrabile e documentabile presso il server del sito, che possa essere qualificato come azione positiva idonea a manifestare in maniera inequivoca la volontà di prestare un consenso al trattamento.</p>



<p>Riguardo al cookie wall, sistema che vincola gli utenti all’espressione del consenso, il Garante chiarisce che questo meccanismo è da ritenersi illegittimo, salva l’ipotesi, da verificare caso per caso, nella quale il titolare del sito consenta comunque agli utenti l’accesso a contenuti o servizi equivalenti senza richiesta di consenso all’uso dei cookie o di altri tracciatori.</p>



<p>È importante sottolineare che i titolari dei siti web avranno 6 mesi di tempo per adeguarsi ai principi contenuti nelle Linee guida, e Polimatica Progetti è a disposizione per fornire <a href="https://www.polimaticaprogetti.it/servizi-di-consulenza-privacy/compliance-privacy/">supporto</a> per controllare il grado di adeguamento del vostro sito.</p>
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		<p>L'articolo <a href="https://www.polimaticaprogetti.it/2021/07/14/nuove-linee-guida-sui-cookie/">Nuove linee guida sui cookie</a> proviene da <a href="https://www.polimaticaprogetti.it">Polimatica Progetti S.r.l.</a>.</p>
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		<title>Webinar Smart Learning</title>
		<link>https://www.polimaticaprogetti.it/2021/05/31/smart-learning/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Munaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2021 18:52:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[gdpr]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SMART LEARNING &#8211; La formazione intelligente per difendersi da incidenti e attacchi informatici e sopravvivere al GDPR Il fattore umano è l’anello debole della sicurezza e della conformità dei trattamenti dei dati per qualunque organizzazione, pubblica o privata. Conoscere le minacce in grado di compromettere il proprio business è un requisito essenziale per chiunque voglia&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="2015" class="elementor elementor-2015">
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<h3 class="wp-block-heading"><strong>SMART LEARNING &#8211; La formazione intelligente per difendersi da incidenti e attacchi informatici e sopravvivere al GDPR</strong></h3>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il fattore umano è l’anello debole della sicurezza e della conformità dei trattamenti dei dati per qualunque organizzazione, pubblica o privata. Conoscere le minacce in grado di compromettere il proprio business è un requisito essenziale per chiunque voglia attuare politiche di protezione dei dati efficaci. Lasciare ai soli addetti ai lavori il compito di contrastarle è una scelta che espone a rischi elevati di subire attacchi, frodi, data breach.</p>



<p>Tutti, dal Direttore allo stagista, devono fare la loro parte e porre in essere comportamenti consapevoli e virtuosi. Infatti, è sufficiente un clic sull’e-mail sbagliata per scatenare conseguenze devastanti e di esempi ne vediamo ogni giorno: dal blocco dei servizi al blocco della produttività, dai danni economici ai danni reputazionali.</p>



<p>Per aiutare le organizzazioni in questa sfida sono stati sviluppati dei <a href="https://www.polimaticaprogetti.it/formazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">percorsi formativi </a>in materia di Cyber Security e Protezione dei Dati, in grado di adattarsi a ogni tipologia di azienda, pubblica o privata. Ne parliamo con i nostri esperti.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>L’appuntamento è fissato il giorno 17 giugno 2021 alle ore 15.00 con piattaforma GoToWebinar</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-white-color has-accent-background-color has-text-color has-background" href="https://register.gotowebinar.com/register/2223573566424860428" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ISCRIVITI AL WEBINAR</a></div>
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<h5 class="wp-block-heading">Programma:</h5>



<p class="has-dark-gray-color has-text-color has-normal-font-size"><strong>15.00 – Cyber Security Awareness: riconoscere i pericoli è un&#8217;esigenza per tutti.</strong></p>



<p class="has-normal-font-size">Enrico Munaro, Consulente in materia di Privacy e Sicurezza Informatica, Ethical Hacker certificato</p>



<p class="has-dark-gray-color has-text-color has-normal-font-size"><strong>15.20 – Applicando School: formazione e-learning per le aziende, per la scuola, la PA, la sanità.</strong></p>



<p class="has-normal-font-size">Dott. Luciano Corino, Consulente privacy e DPO</p>



<p class="has-dark-gray-color has-text-color has-normal-font-size"><strong>15.40 – Pillole formative per una formazione continua.</strong></p>



<p class="has-normal-font-size">Dott. Vanni De Rossi, Consulente di Direzione e Privacy Officer Certificato TUV.</p>



<p><strong>16.00 &#8211; Domande e risposte</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il webinar e i relatori saranno introdotti e presentati dall’ing. Paolo Raimondi, Project Manager e Privacy Officer certificato TUV. A conclusione degli interventi sarà possibile formulare alcune domande ai relatori.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il webinar è organizzato da Polimatica Progetti S.r.l. in collaborazione con Applicando S.r.l. e DRV Consulting S.r.l.</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-white-color has-accent-background-color has-text-color has-background" href="https://register.gotowebinar.com/register/2223573566424860428" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ISCRIVITI AL WEBINAR</a></div>
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		<title>E se per collegarsi alla rete aziendale servisse il tampone negativo&#8230;</title>
		<link>https://www.polimaticaprogetti.it/2021/05/10/conformita-dei-sistemi-informativi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Munaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2021 14:23:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[agid]]></category>
		<category><![CDATA[gdpr]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<category><![CDATA[vulnerability]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.polimaticaprogetti.it/?p=1892</guid>

					<description><![CDATA[<p>è possibile certificare se isistemi informativi sono idonei a permettere lo smart working</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.polimaticaprogetti.it/2021/05/10/conformita-dei-sistemi-informativi/">E se per collegarsi alla rete aziendale servisse il tampone negativo&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.polimaticaprogetti.it">Polimatica Progetti S.r.l.</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="1892" class="elementor elementor-1892">
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<p>E se prima di collegarsi alla rete aziendale servisse il tampone negativo del computer, quanti lavorerebbero in &#8220;smart working&#8221;? Il titolo è volutamente provocatorio, deciso ad attirare l’attenzione su questo tema importantissimo ma sottovalutato dai più. Al pari del tampone molecolare per l&#8217;uomo, infatti, è possibile certificare se, in un dato momento, i vostri sistemi informativi sono ritenuti idonei a permettere il tanto nominato “smart working”. Al contrario, per coerenza, converrebbe continuare a parlare di telelavoro, con tutti i suoi rischi.</p>

<p>È relativamente facile, infatti, <a href="https://www.polimaticaprogetti.it/2021/02/22/gli-attacchi-informatici/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intrufolarsi </a>all&#8217;interno di un&#8217;azienda (sul piano digitale) sfruttando le vulnerabilità dei sistemi di autenticazione; di fatto, questo è uno dei metodi più sfruttati dai criminali informatici per sottrarre dati aziendali di ogni tipo. Altra pratica molto diffusa consiste nell&#8217;inoculare nella rete ogni tipo di malware, tra i quali i tanto temuti ransomware, che crittografando tutti i dati, bloccano la continuità operativa dell&#8217;azienda e “invitando” la vittima a pagare un riscatto per riprenderne il possesso. Oltretutto negli ultimi tempi, per aumentare la pressione sulla vittima, gli hacker ancor prima di bloccare i sistemi esfiltrano i dati per aggiungere un ulteriore ricatto: se l&#8217;azienda non paga, quei dati saranno oggetto di diffusione! Con tutte le conseguenze del caso: danni economici, ripercussioni sul business e, non da ultimi, danni di immagine e di reputazione.</p>

<p>Non per instillare dubbi nel lettore, bensì per fugarli: ma come si fa a dimostrare che la nostra infrastruttura informatica sia compliant al GDPR (tutti dovremmo esserlo) e, se siamo una Pubblica Amministrazione, a raggiungere gli obiettivi del <a href="https://www.agid.gov.it/it/agenzia/piano-triennale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piano triennale per l&#8217;informatica</a> di AGID? Gli strumenti per rispettare questi obblighi ci sono, richiedono poco impegno in termini di investimento, ma molto impegno per ottenere un livello adeguato di consapevolezza.</p>

<p>Polimatica Progetti negli anni si è resa conto del problema, pertanto ha confezionato molteplici soluzioni per soddisfare i propri clienti, partendo dall’offerta di <a href="https://www.polimaticaprogetti.it/formazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">percorsi formativi</a>, progettati per adattarsi ad ogni esigenza del cliente, proseguendo con metodi per individuare i nervi scoperti delle infrastrutture informatiche, e terminando con strumenti in grado di bloccare sul nascere ogni tentativo di furto di informazioni.</p>

<p>Le chiacchiere quindi stanno a zero. Tutelate la vostra organizzazione, il vostro business e i vostri servizi, in fin dei conti senza i dati di clienti ed utenti nessuno lavorerebbe. Non è però soltanto una questione economica, ma anche di rispetto verso gli altri e, perché no, di reputazione: investite nella sicurezza e sarete ricompensati con la fiducia dei vostri clienti.</p>

<p>Enrico Munaro</p>

<p><em>Consulente in materia di privacy e sicurezza informatica</em></p>

<p><em>Polimatica Progetti S.r.l. – Progetto Priv@cy</em></p>

<p><em>Delegato Federprivacy Verona</em></p>
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		<p>L'articolo <a href="https://www.polimaticaprogetti.it/2021/05/10/conformita-dei-sistemi-informativi/">E se per collegarsi alla rete aziendale servisse il tampone negativo&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.polimaticaprogetti.it">Polimatica Progetti S.r.l.</a>.</p>
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		<title>Somewhere, over the cloud</title>
		<link>https://www.polimaticaprogetti.it/2020/10/31/somewhere-over-the-cloud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Munaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2020 11:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[accountability]]></category>
		<category><![CDATA[cloud]]></category>
		<category><![CDATA[gdpr]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza informatica]]></category>
		<category><![CDATA[trasformazione digitale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.polimaticaprogetti.it/?p=1737</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il cloud è davvero un posto sicuro in cui mettere al riparo i nostri dati? Occorrono degli accorgimenti per poterne essere sicuri.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="1737" class="elementor elementor-1737">
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<p>In una mattina nuvolosa mi è venuta in mente la celebre canzone cantata da Judy Garland “Over the Rainbow”, la quale mi ha ricordato una domanda che di frequente mi viene posta dai clienti: “cos’è sto Cloud, o meglio, cosa si nasconde dietro al Cloud? ” In effetti sempre più spesso si sente parlare di “piattaforme in Cloud”, “dati in Cloud”, “migrare al Cloud”; persino da AgID, col suo piano triennale 2019-2022, arriva il monito alle pubbliche amministrazioni a considerare per i suoi investimenti “first Cloud”.</p>

<p> Tra i servizi abitualmente forniti nel Cloud troviamo posta elettronica, software gestionali, server virtuali, ampi spazi per interi backup, e molto altro. Per l’utente finale il bello di questo tipo di servizi è che trova tutto pronto, ignorando però che dietro c’è un’infrastruttura ben più complessa. In molti si stupiranno a sentire queste parole, ma il Cloud non è una “nuvola” creata dalla natura, è artificiale, che può non essere così bella come tutti la reputano! Se guardiamo la definizione di Cloud troviamo molte varianti, materialmente altro non è che l’hardware di qualcun altro. In realtà, molti ancora non riescono ad avere un quadro chiaro della questione: proviamo a fare chiarezza.</p>

<p>Con il termine <strong>Cloud</strong>, o Cloud Computing, si definisce un modello di infrastruttura informatica, che ha come principale obiettivo la fornitura di servizi informatici in maniera flessibile, svincolando i fruitori da molti oneri tecnici e amministrativi. Gli obiettivi sono evidenti, e tra i molti benefici di questo modello spicca la flessibilità, perché concede alle aziende un certo grado di libertà e dinamismo, sia sul piano economico sia sul piano della velocità di implementazione. Per esempio, potendo scegliere le risorse hardware necessarie, in funzione del carico di lavoro che si trova a gestire, un’azienda può apportare modifiche quando necessario e pagando quindi ciò che realmente sfrutta.</p>

<p>Pensiamo a un’azienda alimentare che ogni anno debba fare i conti col problema della stagionalità, con picchi di lavoro nel periodo estate/autunno. Nel momento in cui l’azienda scelga di posizionare in Cloud il software gestionale, all’aumentare del personale, dei computer, dei macchinari e dei carichi amministrativi, potrà aumentare la potenza di calcolo, la RAM, la banda di rete disponibile, e lo spazio disco sulla “nuvola”. In inverno/primavera quando invece la produzione rallenta o si ferma, le prestazioni potranno diminuire “chiudendo i rubinetti” sulla nuvola. Pertanto si potranno pianificare vere e proprie strategie economiche. Altro beneficio importante è quello di non dover gestire internamente hardware costoso che, oltre a potersi rompere o diventare obsoleto nel giro di poco tempo, richiede una costante manutenzione da parte di personale qualificato, anche quando non viene utilizzato.</p>

<p>Fatte queste poche considerazioni, è doveroso fare un’attenta riflessione su ciò che troppo spesso alcune organizzazioni dimenticano di valutare, ovverosia il fornitore! Nell’era della corsa alla <strong><a href="https://www.polimaticaprogetti.it/2020/05/15/gdpr-come-fondamento-per-la-trasformazione-digitale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trasformazione digitale</a></strong>, in molti dimenticano che i più famosi Cloud provider sono all’esterno dell’UE, ad esempio negli USA, in contrasto con la <a href="https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9442415" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sentenza Schrems II</a> . Contemporaneamente, alcuni di quelli che si trovano in Europa intravedono un’opportunità di business, e in una specie di corsa agli armamenti dimenticano le dovute di misure di sicurezza, gli indispensabili piani di business continuity e le soluzioni di disaster recovery.</p>

<p>L’aspetto spinoso del Cloud sta dunque nella valutazione e nella scelta di un partner che dia sufficienti garanzie di affidabilità e sicurezza del servizio. In ogni ambito e contesto aziendale, dal pubblico al privato, ciò che rende possibili le collaborazioni clienti-fornitori altri non è che la fiducia e la trasparenza, ma per il mercato digitale questi semplici ma importanti valori non sono sufficienti. Tutte le organizzazioni, pubbliche o private, trattano i dati di qualcuno: cittadini, dipendenti, clienti, fornitori.  I nuovi modelli organizzativi e di business sono sempre di più basati su di una stretta interazione con questi soggetti, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie che a volte possono risultare invasive.  Affinché le persone abbiano fiducia nell’utilizzare le nuove forme di comunicazione occorre garantire loro trasparenza e sicurezza nella gestione dei loro dati: per questo motivo le nuove normative in materia di protezione dei dati, in primis il Regolamento U.E. 2016/679, impongono delle tutele e garanzie proprio in relazione a trasparenza nell’informazione e sicurezza nel trattamento.</p>

<p>Restando sul tema del Cloud nella fattispecie, occorre considerare che il provider o fornitore è senza dubbio un Responsabile del Trattamento, e come tale deve essere inquadrato tramite un’apposita lettera di nomina (vedi art. 28 del sopracitato Regolamento). Tuttavia, nonostante nell’articolo appena richiamato siano descritti i requisiti che un buon fornitore debba rispettare, non è detto che tutti vi siano allineati; per questo motivo il Garante europeo ha inteso rafforzare nel GDPR il principio di <strong>Accountability,</strong> fornendo a tutti i Titolari del Trattamento la facoltà di controllare che i propri fornitori applichino le misure di sicurezza adeguate, almeno a quanto dichiarato in fase di stipula del contratto di fornitura del servizio.</p>

<p>Chiaramente l’analisi sul servizio Cloud va fatta principalmente sul piano tecnico, pertanto si raccomanda sempre ad ogni organizzazione di chiedere un parere al proprio Responsabile per la Protezione dei Dati, o del Consulente Privacy, che vi aiuterà nella valutazione degli aspetti legati all’impatto sui dati, personali o di qualsiasi altra natura.</p>

<div class="wp-block-spacer" style="height: 30px;" aria-hidden="true"> </div>

<p>Enrico Munaro</p>

<p><em>Consulente in materia di privacy e sicurezza informatica</em></p>

<p><em>Polimatica Progetti S.r.l. – Progetto Priv@cy</em></p>

<p><em>Delegato Federprivacy Verona</em></p>

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		<p>L'articolo <a href="https://www.polimaticaprogetti.it/2020/10/31/somewhere-over-the-cloud/">Somewhere, over the cloud</a> proviene da <a href="https://www.polimaticaprogetti.it">Polimatica Progetti S.r.l.</a>.</p>
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		<item>
		<title>Gdpr come fondamento della trasformazione digitale</title>
		<link>https://www.polimaticaprogetti.it/2020/05/15/gdpr-come-fondamento-per-la-trasformazione-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[superadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2020 12:04:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[gdpr]]></category>
		<category><![CDATA[privacy by default]]></category>
		<category><![CDATA[privacy by design]]></category>
		<category><![CDATA[trasformazione digitale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://the7.io/g-business/?p=1120</guid>

					<description><![CDATA[<p>Adottare le linee guida del Gdpr per ridurre gli ostacoli posti dalla trasformazione digitale aumentando l'efficienza dei processi aziendali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.polimaticaprogetti.it/2020/05/15/gdpr-come-fondamento-per-la-trasformazione-digitale/">Gdpr come fondamento della trasformazione digitale</a> proviene da <a href="https://www.polimaticaprogetti.it">Polimatica Progetti S.r.l.</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="1120" class="elementor elementor-1120">
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<p>Il potere della tecnologia affascina e seduce per la quantità di nuove funzionalità che mette nelle mani di tutti, basta pensare a come i telefoni con la cornetta sono diventati senza fili e evolvendo addirittura in strumenti più potenti di alcuni computer. Fino a 30 anni fa era una cosa difficile da immaginare, tuttavia nel tempo abbiamo assistito a una concreta evoluzione tecnologica che ha portato molte comodità nella vita delle persone.</p>

<p>Questa evoluzione ha però mantenuto a compartimenti stagni i settori di riferimento ovvero ci sono stati sviluppi verticali nella telefonia, nella televisione, nel gaming, negli elaboratori, e in molti altri. Da alcuni anni però sono entrati in gioco dei nuovi elementi nel panorama tecnologico a nostra disposizione: reti a banda larga, smart-device, social network, cloud, ecc. Tutti questi elementi hanno dato il via al nuovo processo di <strong>trasformazione digitale</strong> perché hanno permesso a quei settori compartimentati di comunicare tra di loro, complicando non poco le relazioni tra di essi e i nuovi flussi di dati. Questa trasformazione inoltre ha di fatto creato un vero e proprio ecosistema digitale caratterizzato soprattutto dalla <strong>dematerializzazione del dato</strong>, concetto che ha introdotto un significativo impatto in termini di gestione dei dati, sicurezza, e legislazione.</p>

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<figure class="alignleft"><img decoding="async" width="300" height="200" class="wp-image-847" src="https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2018/11/img007-300x200.jpg" alt="" srcset="https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2018/11/img007-300x200.jpg 300w, https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2018/11/img007-1024x683.jpg 1024w, https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2018/11/img007-768x512.jpg 768w, https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2018/11/img007.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>
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<p class="has-text-align-left">Consapevoli delle difficoltà e della confusione che questo ecosistema digitale ha portato con sé, una commissione composta dai migliori esperti giuristi e informatici d’Europa ha voluto aiutare i cittadini e le imprese europee nella tutela e nella gestione dei dati personali, introducendo nel 2016 il “<a href="https://www.garanteprivacy.it/il-testo-del-regolamento" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati Personali e la loro libera circolazione</a>” meglio noto come GDPR. Purtroppo il Regolamento viene visto ancora oggi come un mero adempimento burocratico, ignorando quanto possa essere di aiuto per le aziende in questa era di trasformazione digitale. Una cosa molto utile invece è guardare al GDPR come una guida, perché traccia il percorso da seguire in maniera puntuale delineando i requisiti da rispettare, pur garantendo alle imprese un’ampia autonomia e libertà di manovra nel rispetto delle normative e nell’utilizzo degli strumenti tecnologici.</p>

<p>L’adozione di nuovi strumenti e nuove tecnologie in un’azienda ha indubbiamente un impatto sull’infrastruttura esistente, ecco perché è consigliabile valutare attentamente la corretta configurazione e la solidità delle infrastrutture prima di procedere. Ad esempio se un’azienda che poggia la sua infrastruttura in ambiente Windows e vuole migliorare le policy di <em>business continuity</em> o <em>smart working</em> potrebbe scegliere di sfruttare le funzionalità cloud di Microsoft, ma prima di procedere è indispensabile analizzare e valutare l’efficienza di Active Directory affinché eventuali errori di configurazione o problemi di sicurezza non vengano riportati anche nel cloud.</p>

<p>L’esempio appena descritto è da considerarsi un processo di valutazione e miglioramento in un progetto che implica un trattamento di dati personali, rispettando correttamente il principio di <strong>privacy by default/by design</strong> del GDPR. Altri progetti che invece includono il trattamento di dati personali in un contesto o con finalità differenti, tali da rappresentare un elevato rischio per i diritti e le libertà delle persone, sono soggetti a una <strong>valutazione di impatto (DPIA)</strong> prima di essere convalidati. Una situazione ricorrente che richiede una DPIA per esempio è l’adozione di sistemi di videosorveglianza.</p>

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<figure class="alignright"><img decoding="async" width="300" height="200" class="wp-image-853" src="https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2018/11/img010-300x200.jpg" alt="" srcset="https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2018/11/img010-300x200.jpg 300w, https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2018/11/img010-1024x683.jpg 1024w, https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2018/11/img010-768x512.jpg 768w, https://www.polimaticaprogetti.it/wp-content/uploads/2018/11/img010.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>
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<p>Ovviamente in questa sede non si vuole imporre un’idea, ma porre una riflessione su un tema di estrema attualità. È sufficiente pensare alla foga con cui molte imprese hanno acquistato notebook e stampanti per consentire ai dipendenti di lavorare da casa durante la quarantena, dimostrando una certa fragilità organizzativa. Altre aziende più virtuose che da tempo avevano adottato politiche di continuità operativa e trasformazione tecnologica, hanno evitato molti ostacoli dovuti alle limitazioni imposte dalla pandemia, progetti prima pensati e poi implementati (<em>Privacy by Design</em> &#8211; GDPR).  È giusto precisare che un progetto di rinnovamento sul fronte tecnologico non è così banale, non richiede soltanto un investimento economico ma una consapevolezza dell’importanza della sicurezza dei dati personali e delle informazioni, oltre che il coinvolgimento di personale qualificato che sappia sfruttare al meglio le tecnologie e conosca in maniera approfondita le normative in materia di sicurezza e protezione dei dati.</p>

<p><em>Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare</em>. Seneca</p>

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<p class="has-normal-font-size"><strong>Enrico Munaro</strong></p>

<p>Polimatica Progetti S.r.l. – Progetto Priv@cy</p>

<p>Delegato Federprivacy Verona</p>
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		<p>L'articolo <a href="https://www.polimaticaprogetti.it/2020/05/15/gdpr-come-fondamento-per-la-trasformazione-digitale/">Gdpr come fondamento della trasformazione digitale</a> proviene da <a href="https://www.polimaticaprogetti.it">Polimatica Progetti S.r.l.</a>.</p>
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